SEGNALAZIONI DALLA TERRA VENETA Per la cultura 2015: Stefano Zecchi

Stefano Zecchi, scrittore, giornalista e accademico italiano, professore ordinario di estetica presso l’Università degli Studi di Milano, nasce a Venezia e compie parte degli studi nella sua città. Dopo la maturità classica al liceo Marco Polo, si iscrive alla Facoltà di Lettere dell’Università di Milano dove si laurea in filosofia discutendo una tesi sulla fenomenologia di Edmund Husserl, filosofo e matematico a cui poi dedicherà i suoi primi studi. Dopo aver insegnato per qualche anno nelle scuole del milanese, torna in Veneto e ottiene la cattedra di filosofia teoretica all’Università di Padova, in cui era stato assistente e docente incaricato dal 1972. Dal 1984 è di nuovo a Milano dove risiede tuttora.
Dopo gli studi sullseiZecchia fenomenologia di Husserl e della sua scuola, ha affrontato le questioni inerenti ai concetti di “speranza” e di “utopia”, riflettendo sulla filosofia di Ernst Bloch, di cui è stato anche traduttore. Il pensiero di Goethe (di cui ha tradotto diversi saggi sulla scienza, l’arte e la letteratura) e il Romanticismo sono diventati i punti di riferimento essenziali dei suoi studi, che lo hanno portato a concentrare le sue ricerche sul problema e sul significato della bellezza. numerose le pubblicazioni a carattere filosofico dove riflette e discute su questo tema: la bellezza come esperienza per cogliere il valore delle relazioni con gli altri e con il mondo; come sentimento essenziale per riflettere sul senso della vita e come alternativa al nichilismo, vera malattia spirituale del nostro tempo. nei suoi libri, l’argomento più rilevante e ineludibile è costituito dalla critica a quelle espressioni della nostra cultura, dominate dalla visione pragmatica e meccanicistica della vita, che hanno cancellato l’educazione estetica dalla formazione dell’uomo.
Su questa scia di riflessioni l’ultimo libro, attualmente nelle librerie, Il lusso, un accorato richiamo alla necessità di un’educazione estetica che consenta di comprendere fin da giovani cosa sia il bello, evitando abbagli e fraintendimenti, e porti a migliorare se stessi. Alla ricerca filosofica Zecchi ha accostato una significativa attività di romanziere nella quale affronta i temi a lui cari. Sostiene che “il romanzo è un banco di prova per esprimere idee estetico-filosofiche”. Seguendo questa considerazione, ha scritto Estasi pubblicato nel 1993. Superata l’incertezza iniziale, ha proseguito su questa strada scrivendo altri libri, tra i più recenti Quando ci batteva forte il cuore (2009), Maria una storia italiana d’altri tempi, (2011); Rose bianche a Fiume (2014). Zecchi è noto anche al di fuori dell’ambito accademico per le sue presenze al “Maurizio Costanzo Show” negli anni ’90, anche se -come racconta- lo scambiavano per un chirurgo, e per le numerose partecipazioni ai vari “talk”, dove si distingue per la pacatezza e la chiarezza dell’eloquio e dove cerca di sostenere quei valori che ultimamente sembrano perduti. Poiché gli uomini di cultura conoscono il senso della leggerezza, non ha disdegnato nemmeno la presenza a qualche show televisivo, senza però perdere il senso “estetico” della misura.
E forse perché “libertà è partecipazione”, si è espresso anche nell’ambito politico e civile ottenendo molti incarichi di rilievo come quello di presidente del corso di laurea in Filosofia dell’Università degli Studi di Milano, di consigliere d’amministrazione del Piccolo Teatro di Milano, del Teatro Parenti , della Fondazione La Verdi e del MAXXI (Museo dell’arte del XXI secolo), di presidente dell’Accademia di belle arti di Brera, di membro del consiglio dell’Irer (Istituto per la programmazione scientifica e culturale della Regione Lombardia),di rappresentante del Ministero della Pubblica Istruzione presso l’UnESCO per la tutela dei Beni culturali immateriali, di consigliere comunale a Venezia e assessore alla cultura a Milano.

Lascia un commento