PREMIO RADICCHIO D’ORO 2014 – per l’impegno civile/solidarietà: Don Luigi Ciotti

17-18-19 nov.2006: Roma, stati generali dell'antimafiaLuigi Ciotti è nato il 10 Settembre 1945 a Pieve di Cadore (patria di Tiziano Vecellio), ma come accadde a molte altre famiglie della zona anche la sua fu costretta ad emigrare, la scelta è Torino. E’ qui che si forma e a vent’anni, insieme ad alcuni amici, fonda un gruppo di impegno giovanile che si chiamerà Gruppo Abele. Fra i suoi primi impegni quello di avviare un progetto educativo negli istituti di pena minorili e la creazione di alcune comunità per adolescenti alternative al carcere. Viene ordinato sacerdote nel 1972 e il cardinale Pellegrino gli affida la sua prima parrocchia: la strada. E’ così che affronta il diffondersi della droga e apre prima un centro di accoglienza e ascolto, un’esperienza allora unica in Italia, cui seguirà l’apertura di alcune comunità. In quegli stessi anni, all’accoglienza delle persone in difficoltà, l’Associazione comincia ad affiancare l’impegno culturale – con un centro studi, una casa editrice e l’“Università della strada” – e, in senso lato, “politico” – con mobilitazioni come quella che nel 1975 porta alla prima legge italiana non repressiva sull’uso di droghe, la 685 – per costruire diritti e giustizia sociale. In quegli anni, lavora sul fronte della lotta alle tossicodipendenze in molti paesi, come Gran Bretagna, USA, Giappone, Svizzera, Spagna, Grecia, Jugoslavia, mentre si interessa del recupero degli ex detenuti in alcuni paesi in via di sviluppo. Negli anni 80, diventa presidente del CNCA (Coordinamento Nazionale delle Comunità di Accoglienza) e della LILA (Lega Italiana per la Lotta all’AIDS), mentre negli anni 90 intensifica la sua opera contro la Mafia, fondando il mensile «Narcomafie». Cinque anni dopo nasce «Libera-Associazioni, nomi e numeri contro le mafie», una importantissima associazione contro la mafia che collega oltre 700 tra associazioni e gruppi che si occupano anche di recuperare i beni confiscati alla Mafia (con Libera Terra) e oggi punto di riferimento per oltre 1.600 realtà nazionali e internazionali (fra cui diverse sigle del mondo dell’associazionismo, della scuola, della cooperazione e del sindacato). Obiettivo di Libera è alimentare quel cambiamento etico, sociale, culturale necessario per spezzare alla radice i fenomeni mafiosi e ogni forma d’ingiustizia, illegalità e malaffare. A questo servono i percorsi educativi in collaborazione con 4.500 scuole e numerose facoltà universitarie; le cooperative sociali sui beni confiscati con i loro prodotti dal gusto di legalità e responsabilità; il sostegno concreto ai familiari delle vittime e la mobilitazione annuale del 21 marzo, “Giornata della memoria e dell’impegno”; l’investimento sulla ricerca e l’informazione, attraverso l’Osservatorio “LiberaInformazione”; l’attenzione alla dimensione internazionale, con la rete di Flare -freedom, legality and rights in Europe. Nel gennaio 2013 le associazioni che presiede (Libera e Gruppo Abele) avviano la campagna online di Riparte il futuro, che ha permesso la modifica dell’articolo 416 ter del codice penale in tema di voto di scambio politico – mafioso il 16 aprile 2014. Don Luigi Ciotti è stato anche giornalista, collaborando a diverse testate tra cui: La Stampa, l’Avvenire, l’Unità, il Manifesto, Il Sole-24 Ore, il Mattino, Famiglia Cristiana, Messaggero di Sant’Antonio, Nuovo Consumo; più volte membro del Consiglio presbiterale e del Consiglio pastorale della Diocesi di Torino. Nei primi anni 80 è stato docente presso la Scuola superiore di polizia del ministero dell’Interno. Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine al merito della Repubblica Italiana, ha ricevuto a Bologna la laurea honoris causa in Scienze dell’Educazione, nel 2006 dall’Università degli Studi di Foggia la laurea honoris causa in Giurisprudenza. È inoltre cittadino onorario di numerose città in tutta Italia. Nel 2012 ha ricevuto il Premio Nazionale Nonviolenza conferito dall’Associazione Cultura della Pace “per la sua indefessa opera nei confronti dei più emarginati, degli ultimi della società, per il recupero degli esclusi e per il lavoro di coscientizzazione della società nei confronti del fenomeno mafioso e dei suoi meccanismi”. Possiamo ben affermare che don Luigi (e tanti preti come lui lontani dai palazzi e vicini alla gente) prima di sentire le parole di papa Francesco, le aveva già messe in atto: “ non camminiamo da soli,-esorta il papa in uno dei suoi discorsi- siamo parte dell’unico gregge di Cristo. Qui penso ancora a voi preti, camminare con il nostro popolo: a volte davanti, a volte in mezzo e a volte dietro; è importante uscire per andare incontro all’altro, nelle periferie, che sono luoghi, ma sono soprattutto persone, situazioni di vita; non abbiate paura di uscire e andare incontro a queste persone».
Numerose le sue pubblicazioni, da Genitori, figli & droga, a Chi ha paura delle mele marce? Giovani, droghe, emarginazione…,Persone, non problemi. L’utopia concreta della strada, Terra e cielo. Le strade del Vangelo, Dialogo su pedagogia, etica e partecipazione politica, Dialogo sulla legalità, I cristiani e il valore della politica, Storia di crisi finanziarie e di lavoro, di amore e di dolore, di onesti e di disonesti, La speranza non è in vendita, Il “Noi” che desidera e realizza il cambiamento, introduzione a Dal bene confiscato al bene comune Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia, perché saranno saziati,Cambiare noi, con Antonio Mazzi.

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