PREMIO RADICCHIO D’ORO 2014 – per l’etica nello sport: Alessandro Donati

Alessandro DonatiMaestro dello Sport, per dieci anni allenatore delle squadre nazionali di atletica, dirigente responsabile del Dipartimento di Ricerca e Sperimentazione, dipendente del CONI dal 1974 al 2006, responsabile della formazione di operatori per la prevenzione doping e droga, coordinatore delle iniziative dell’Associazione Libera, amico fraterno di don Ciotti, attuale consulente per la WADA (Agenzia mondiale antidoping) Alessandro Donati assurge alla ribalta dell’opinione pubblica nella metà degli anni Ottanta per le sue battaglie contro il doping nell’atletica leggera, nel calcio e nel ciclismo e per aver denunciato gli scandali dell’atletica italiana avvenuti nello stesso periodo. Il suo impegno in questo senso gli costerà tutti gli incarichi che aveva nell’ambito sportivo. Le sue denunce, seppur ostacolate dai colpevoli dall’alto dei loro ruoli e posizioni, hanno comunque trovato riscontri e sono state rilanciate da alcune trasmissioni televisive contribuendo così ad aprire una strada che, seppur lentamente e faticosamente, ha portato l’opinione pubblica ad avere una informazione più precisa sul fenomeno, e sui fenomeni, e gli organi istituzionali a prendere finalmente delle contromisure. Ha lottato e sta ancora lottando contro il mostro che ha distrutto la credibilità della maggior parte degli sport che tutti noi amiamo e che ha portato via alcune giovani vite e anche grandi “campioni”.
Come allenatore e responsabile del settore mezzofondo e velocità ha contribuito a lanciare grandi atleti che hanno conseguito importanti e lusinghieri risultati in ambito internazionale nonostante competessero con “campioni senza valore” perché chiaramente dopati. Ha denunciato nel 1987 la frode attuata dai giudici del salto in lungo per dare all’ignaro ed incolpevole Giovanni Evangelisti la medaglia di bronzo ai Mondiali di Roma, per questo fu sollevato dalla FIDAL dallo stato di allenatore della nazionale di atletica leggera.
Sospinto dalla situazione diventata ormai insopportabile per uno che ama lo sport, si dedica anima e corpo alla lotta al doping e scrive Campioni senza valore, un libro di chiara denuncia, un libro che sparisce presto dalle librerie. Il tema tocca troppi tasti e nervi scoperti, in tanti hanno scheletri nell’armadio, dai piccoli ai grandi livelli.
Il suo ultimo libro, Lo sport del doping, edito dalle Edizioni del Gruppo Abele, consente a Donati di girare l’Italia chiamato dalle scuole, dalle associazioni sportive e non, per portare avanti e diffondere l’idea di uno sport che stia lontano dalle sirene del doping e del successo truccato. In questo senso Donati propone di costituire una Confederazione dello sport giovanile: la scuola, gli enti locali, le associazioni dei genitori, gli organismi sanitari, tutti devono essere coinvolti nell’attività ludica, nell’educazione, nella corretta formazione sportiva dei bambini e dei preadolescenti; per l’agonismo c’è tempo. “Lo sport va riumanizzato, ci si deve allenare per divertirsi e stare in salute”- parole di Alessandro Donati.

Lascia un commento