PREMIO RADICCHIO D’ORO 2014 – per la cultura/spettacolo: Lando Buzzanca

Lando BuzzancaLando Buzzanca, all’anagrafe Gerlando, negli ultimi dieci anni, ha iniziato a vivere una sorta di seconda giovinezza artistica grazie ad alcune fiction di successo come Io e mio figlio, Capri, Terra Ribelle e Lo scandalo della Banca Romana. Recentemente l’attore siciliano è stato sul piccolo schermo con la seconda serie de Il Restauratore, fiction di successo in onda su Rai 1. Buzzanca ha comunque alle spalle una carriera lunga e intensa, ha vissuto gli anni importanti del cinema italiano dell’immediato dopoguerra, gli anni della commedia e quelli attuali delle fiction. Figlio d’arte compie i suoi studi a Palermo e a 18 anni parte alla volta di Roma, dove, mentre frequenta corsi di recitazione all’Accademia Sharoff (di cui è divenuto poi presidente onorario), si adatta a lavori precari prima di realizzare il sogno di intraprendere la carriera dell’attore, dapprima in ambito teatrale e poi per il cinema. Dopo alcuni film girati come comparsa, tra cui Ben-Hur, il debutto ufficiale arriva nel 1961 con Pietro Germi, che lo sceglie per il ruolo di Rosario Mulè in Divorzio all’italiana, e successivamente per la grottesca figura di Antonio, il fratello della protagonista, in Sedotta e abbandonata. La scelta dei successivi copioni non sarà sempre fortunata, e Lando si troverà spesso ad interpretare ruoli stereotipati di maschio siciliano, perennemente assatanato ma un po’ impacciato, per cui la critica cinematografica lo relega alla schiera dei caratteristi e degli interpreti del cinema di serie B, con l’eccezione del ruolo di protagonista in Don Giovanni in Sicilia (1967), di Alberto Lattuada. Anche se la critica continua a non essere benevola, la sua vena comica e la sua recitazione spontanea incontrano un vasto consenso di pubblico. Nel 1970 interpreta in televisione Signore e signora, in coppia con Delia Scala, una divertentissima carrellata di personaggi e situazioni incentrate sul tema del matrimonio e della vita di coppia, che riscuote enorme successo. La sua battuta “mi vien che ridere” rimarrà un tormentone ricordato e ripetuto dal pubblico per anni. Anche sull’onda del grande consenso televisivo i suoi film cominciano a riscuotere un rilevante successo commerciale. La vera svolta arriva quindi con Il merlo maschio, commedia erotica all’italiana del 1971 diretta da Pasquale Festa Campanile. È con questa pellicola che Buzzanca perviene alla notorietà internazionale. Nel film anche Laura Antonelli, al suo primo ruolo di rilievo. Negli anni seguenti Buzzanca si trova così a recitare al fianco delle più belle attrici del momento: da Claudia Cardinale a Catherine Spaak, da Barbara Bouchet a Senta Berger per finire con Joan Collins. Forte del suo successo commerciale, Buzzanca comincia anche a scegliere da solo i ruoli da interpretare: sue sono ad esempio le idee di film come L’arbitro, Il sindacalista e All’onorevole piacciono le donne, in cui tratteggia gustose parodie di personaggi realmente esistenti e facilmente riconoscibili. A metà degli anni Settanta cala l’interesse per questo tipo di personaggio e, inevitabilmente, diminuiscono gli impegni cinematografici di Buzzanca, che non si piega alla svolta “scollacciata” della commedia erotica all’italiana, rifiutandosi di comparire nelle pellicole dei vari “Pierini”preferendo lavorare in radio, dove per qualche anno sarà protagonista di Gran varietà con il grottesco “Buzzanco”, erede del personaggio televisivo inventato per la serie Signore e signora.
Dopo alcuni anni di attività in teatro, torna nel 2005 alla tv con una fiction intitolata Mio figlio, diretta da Luciano Odorisio, nel ruolo del padre di un ragazzo omosessuale. La fiction ottiene uno straordinario successo di pubblico e ispirerà una serie andata in onda nel 2010, anno in cui interpreta le miniserie Lo scandalo della Banca Romana e Capri 3. Nel 2007 ritorna al cinema con “I Vicerè” di Roberto Faenza, bellissimo film che ottenne successo di pubblico e di critica, oltre a numerose candidature ai David di Donatello. Nel 2012 è di nuovo in TV con la fiction Il restauratore, in prima serata su Rai 1 per sei puntate: la serie ottiene un altro grande consenso di pubblico, con più di 6 milioni di spettatori, spingendo così la RAI alla realizzazione di una seconda recentemente andata in onda. Lo scorso 8 settembre Lando, al quale non sono mancati momenti dolorosi nella vita privata, ottiene a La vita in diretta una standing ovation lunga parecchi minuti a testimonianza di quanto sia amato dal pubblico.

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