PREMIO RADICCHIO D’ORO 2014 – per la cultura: Aldo Cazzullo

Aldo CazzulloGiornalista, inviato ed editorialista del Corriere della Sera per il quale firma articoli sui fatti più salienti del momento, Aldo Cazzullo nasce ad Alba (Cuneo) patria del tartufo, dei rinomati vini langaroli, dell’industria dolciaria; non a caso la madre era socia di una ditta produttrice di etichette per il vino, mentre uno dei nonni faceva il vignaiolo.
Lo stesso Cazzullo ama dire di essere nato in un posto dove l’enogastronomia è parte della vita, il leitmotiv della giornata. Nonostante la fortuna di nascere in un luogo da molti invidiato, la Provincia, si sa, va stretta per chi ha anche altri interessi. Ecco l’impellente desiderio di scrivere, di esprimere la propria opinione in un momento della storia italiana (gli anni Ottanta) in cui era importante farlo e non era il caso di stare a guardare gli eventi scatenarsi, le rivoluzioni manifestarsi. A 17 anni lavora in un giornale albese, il
Tanaro, per poi passare al settimanale diocesano, la Gazzetta d’Alba. Inizi comuni a tanti.
Poi arriva la scuola di giornalismo a Milano e il consecutivo trasferimento in città.
Nella capitale lombarda la storia è più vicina, il dibattito più pressante. Ci sono i gruppi di giovani, e non solo, politicizzati; ci sono gli schieramenti: quelli del kibbuz, quelli del Moncler, quelli di Mao, quelli di destra, quelli del centro, quelli della provincia, quelli delle discoteche, quelli che…
Superato il periodo di formazione, nel 1988 entra a La Stampa come praticante e dieci anni dopo si trasferisce a Roma. Nel 1992 il direttore è Ezio Mauro e Aldo è agli esteri e quindi gli capita di dover scrivere degli attentati dell’11 Settembre, dei fatti del G8 di Genova, ma si occupa anche degli omicidi D’Antona e Biagi. Ha la fortuna di lavorare con Giampaolo Pansa, Giorgio Bocca, Enzo Bettiza verso i quali nutre stima e riconoscenza.
Grande scuola di giornalismo e non solo. Rimane a La Stampa fino al 2003 quando passa al Corriere della Sera, dove è inviato speciale ed editorialista. Tra i tanti importanti articoli a sua firma da ricordare quelli sulle elezioni di Bush, Obama, Sarkozy, Hollande, Erdogan, Abu Mazen, Cameron, quelli sugli ultimi quattro Mondiali di calcio e Olimpiadi.
Dalla politica al calcio: tante pagine scritte sulle principali testate italiane, ma ecco il momento di intraprendere strade nuove. Nasce così la collaborazione con la casa editrice Mondadori per la quale pubblica oltre dieci libri sull’identità nazionale, in chiave critica – Outlet Italia (2007) e L’Italia de noantri (2009) – e in difesa della storia e delle potenzialità del nostro Paese: Viva l’Italia (2010) e Basta piangere! Storie di un’Italia che non si lamentava (2013) dove racconta ai ragazzi di oggi la storia della sua generazione e quella dei padri e dei nonni, “che non hanno trovato tutto facile; anzi, hanno superato prove che oggi non riusciamo neanche ad immaginare”. Entrambe le opere hanno superato le centomila copie. Scrive poi il romanzo La mia anima è ovunque tu sia (2011); L’Italia s’è ridesta. Viaggio nel Paese che resiste e rinasce ( 2012). Nel corrente anno ha pubblicato La guerra dei nostri nonni dove, con la penna del brillante cronista ma anche l’acume del saggista, attraverso lettere, diari e testimonianze varie, ha raccontato le vicende dolorose di quanti hanno vissuto, da soldati o civili, la Grande Guerra.
Queste alcune delle opere scritte da Cazzullo per le quali tra l’altro ha già vinto diversi premi letterari e giornalistici

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