PREMIO RADICCHIO D’ORO 2013 – per la cultura: Giuliano Montaldo

Nato a Genova, dopo l’istruzione obbligatoria comincia a lavorare come impiegato in una ditta di spedizioni finchè fa il suo esordio nel mondo del cinema. E’ il 1950 quando, ancora studente, Carlo Lizzani gli affida il ruolo di protagonista nel suo ACHTUNG BANDITI! La carriera di attore prosegue con ruoli di grande rilievo in CRONACHE DI POVERI AMANTI, AI MARGINI DELLA METROPOLI di Lizzani, GLI SBANDATI di Maselli, L’ASSASSINO di Petri.

Ma la vera passione di Montaldo è la macchina da presa. Dopo alcune esperienze come aiuto, è collaboratore alla regia di Gillo Pontecorvo ne LA LUNGA STRADA AZZURRA, KAPO’ e LA BATTAGLIA DI ALGERI. Nel 1960 debutta alla regia con TIRO AL PICCIONE, in concorso alla Mostra del Cinema di Venezia; seguono UNA BELLA GRINTA (1965), vincitore del Premio Speciale della Giuria al Festival di Berlino e i due film americani, AD OGNI COSTO (1967) e GLI INTOCCABILI (1969), quest’ultimo presentato in concorso al Festival di Cannes. Dotato di una solida cultura, si impegna nel cinema storico con SACCO E VANZETTI (1971). La storia del calzolaio Sacco e del pescivendolo Vanzetti, incriminati per rapina e omicidio e giustiziati, anche se innocenti, lo porta largamente nei favori della critica italiana, che apprezza la mancanza di enfasi e l’efficacia del racconto nonché le musiche di Morricone e Joan Baez. Seguono altri successi come GIORDANO BRUNO (1974), L’AGNESE VA A MORIRE (1977), CIRCUITO CHIUSO (1978) e IL GIOCATTOLO (1979).

Nel 1980 Montaldo dirige lo sceneggiato MARCO POLO, una grande produzione internazionale, venduto in 76 nazioni e vincitore del prestigioso Premio Emmy come migliore serie televisiva presentata negli Stati Uniti.

Negli anni ‘80 inizia la sua attività di regista di opere liriche. Ricordiamo la TURANDOT di Puccini, realizzata all’Arena di Verona nel 1983, che ha raccolto un vasto successo di pubblico e di critica e L’ARLECCHINO A VENEZIA, primo esperimento mondiale di riprese in alta definizione.

Il ritorno al cinema è segnato dai film IL GIORNO PRIMA (1985), GLI OCCHIALI D’ORO (1987), premiato al Festival del Cinema di Venezia con l’Osella d’Oro per la scenografia ed i costumi, e IL TEMPO DI UCCIDERE (1989) tratto dal libro di Ennio Flaiano.

Negli anni ’90, si dedica prevalentemente alla regia di opere liriche, tra le quali IL TROVATORE (1990) con Luciano Pavarotti, al Teatro Comunale di Firenze, LA BOHEME (1994) con Placido Domingo, all’Arena di Verona, UN BALLO IN MASCHERA e la TOSCA (1998), quest’ultima successivamente riproposta con grande successo nell’immensa cornice dello stadio Olimpico di Roma.

Nel 2008 torna al cinema con il film I DEMONI DI SAN PIETROBURGO, cui fa seguito, nel 2009, il documentario L’ORO DI CUBA presentato fuori concorso alla Mostra del Cinema di Venezia.

Nel 2012 esce il suo ultimo lavoro L’INDUSTRIALE con Pierfrancesco Favino e Carolina Crescentini. Dello stesso anno il documentario sulla sua vita, QUATTRO VOLTE VENTI ANNI, girato da Marco Spagnoli e presentato al Festival Internazionale del Cinema di Roma. Un ritratto leggero ed ironico di uno dei più grandi registi italiani;  ricordi di vita da cui traspare una grande passione per il teatro, la recitazione, la regia, ma da cui emerge anche lo spirito di una visione ironica e particolarmente intelligente sulle cose, peculiare in Montaldo.

Dal 30 novembre 1999 al 30 novembre 2002  è stato Presidente di Rai Cinema.

Nel 2002 è stato nominato Cavaliere di Gran Croce dal Presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi, mentre nel  2007 ha ricevuto il premio speciale David di Donatello alla carriera a conferma del suo spessore artistico.

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