PREMIATI 2011: Sergio Campana

SEGNALAZIONI DALLA TERRA VENETA per lo sport

Sergio Campana, nato a Bassano del Grappa nel 1934, attualmente è avvocato, ma in gioventù è stato un bravo calciatore. Ha giocato infatti nel ruolo di centravanti nel Lanerossi Vicenza (dove ha esordito in Serie B) mettendosi subito in luce nel Campionato 1953-54. Con la maglia biancorossa ha vinto il prestigioso Torneo di Viareggio per due anni consecutivi.  Conquistata la promozione in Serie A, ha esordito nella massima serie il 18 settembre 1955 contro la Roma, diventando ben presto punto di forza della squadra berica che grazie ai suoi 13 gol nel 1957-58 si è classificata settima, posizione ripetuta poi anche l’anno successivo.
Nel 1959 Campana è passato al Bologna, dove  è rimasto per due stagioni che furono per lui molto prolifiche, con 10 e 8 reti rispettivamente. Tornato al Vicenza nel 1961, ha giocato da titolare fino ai 30 anni vivendo i momenti d’oro della società. Negli ultimi campionati è sceso in campo poco, pur dando il suo contributo alla salvezza del 1967, l’ultimo suo anno da calciatore.
Con oltre 200 presenze e più di 40 reti è uno dei giocatori più importanti di tutta la storia del Vicenza, mai espulso e mai squalificato: un vero record!
Finita la carriera di giocatore, ne ha però iniziata un’altra, forte della sua laurea in giurisprudenza e della sua professione di avvocato,  fondando il 3 luglio 1968 l’Associazione Italiana Calciatori di cui è stato presidente fino al 28 aprile 2011, data che segna le sue dimissioni e la consegna della carica a Damiano Tommasi. Nel corso degli anni all’importante associazione hanno aderito i giocatori più celebri del calcio italiano, per difendere non solo i propri interessi ma anche quelli dei giocatori delle serie minori che hanno meno voci in capitolo presso gli organi della Federazione. L’associazione è infatti una sorta di sindacato, una coraggiosa iniziativa  che si è inserita nel marmoreo regno del calcio e dei suoi presidenti. Nata, come detto nel 1968, grazie all’interessamento di campioni come Mazzola,  Rivera, Bulgarelli che avevano pensato di difendere i diritti di chi, meno noto e importante di loro, subiva le angherie dei “padroni”, non ebbe subito vita facile. Bisognava muovere le coscienze di molti. Non ci mise molto Campana a mettere in moto tutto il meccanismo e conseguire le prime vittorie sindacali come l’abolizione della norma che riduceva del 40 per cento l’ingaggio dei giocatori che non avessero partecipato ad almeno 20 gare di A o 24 di B. Seguiranno tante altre vittorie, che in tutti questi anni hanno migliorato le condizioni di lavoro di tanti giocatori modernizzando il mondo del calcio italiano.
Campana che, forse grazie proprio a Bassano, è rimasto lontano dai giochi di potere, ha  esercitato con fermezza e serenità il suo incarico fino all’aprile scorso lasciando un’importante eredità che è stata raccolta da un altro “grande” del calcio in quanto a senso morale e civile: Damiano Tommasi.

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