PREMIATI 2011: Antonio di Natale

PREMIO RADICCHIO D’ORO 2011 per lo sport

Nato a Napoli il 13-10-1977, Attaccante
Cresce nel vivaio dell’Empoli e dopo alcune stagioni con Empoli, Iperzola e Varese, si mette in luce durante l’annata 1998-1999 con il Viareggio in Serie C2, segnando 12 gol in 25 partite. Poco dopo l’Empoli lo riscatta e con i toscani disputa cinque campionati (tre in Serie B e due in Serie A), diventando un punto di riferimento della squadra.

Arriva a Udine nella stagione 2004-05 e, anche grazie ai suoi gol, l’Udinese conquista il quarto posto in campionato e la possibilità di giocare i preliminari di Champions League.
L’attaccante napoletano dimostra tutto il suo valore sul palcoscenico europeo. Realizza tre reti in Champions tutte al Werder Bremen ed una in Coppa Uefa contro i francesi del Lens.

Con la maglia della Nazionale esordisce a 25 anni, il 20 novembre 2002 nell’amichevole Italia-Turchia. Segna il primo gol in Nazionale il 18 febbraio 2004 nell’amichevole Italia-Repubblica Ceca, giocata a Palermo.
Il ct Roberto Donadoni lo richiama in Nazionale nel 2006, schierandolo quasi sempre nell’undici di partenza.
Sotto la sua gestione realizza la sua prima doppietta in maglia azzurra il 12 settembre 2007, nella gara vinta 2-1 contro l’Ucraina a Kiev, decisiva per le qualificazioni all’Europeo, e fa parte della spedizione azzurra ad Austria-Svizzera 2010. Il 28 marzo 2009, durante la partita della Nazionale giocata a Podgorica contro il Montenegro, pochi minuti dopo l’inizio, si infortuna gravemente al ginocchio sinistro a causa delle brutte condizioni del campo. Il malanno lo costringe a terminare anzitempo la stagione e a non poter dare il suo contributo alla causa bianconera nella cavalcata in Coppa Uefa.
La stagione 2009/2010 è l’opera d’arte di Antonio Di Natale. L’attaccante di Napoli corona una stagione ad altissimi livelli laureandosi capocannoniere della Serie A. In Italia meglio di lui non ha fatto nessuno: con 29 gol ha distanziato di ben 7 marcature il “Principe” Milito, prossimo candidato al Pallone d’Oro. 29 gol in 35 presenze (29 dal primo minuto), 13 realizzati nel girone di andata, 16 in quello di ritorno, 20 tra le mura amiche, 9 fuori, per una media di una rete ogni 110 minuti. Solo quattro squadre sono riuscite a mantenere la propria porta inviolata nel doppio confronto: Atalanta, Palermo, Chievo e Fiorentina.
Sette compagini invece sono state perforate sia nella gara di andata che di ritorno: Sampdoria, Milan, Inter, Livorno, Bologna, Cagliari e Lazio.
Due sono state le triplette, entrambe al Friuli con Catania e Napoli.
Tre le doppiette: Parma e Bari in casa, Roma in trasferta. Le marcature nei primi tempi sono state 12, nei secondi 17.
È andato a segno 15 volte di destro, 5 di sinistro, una di testa, sei volte su calcio di rigore (fallendone uno), due volte su punizione e consecutivamente negli ultimi sette incontri.
Un attaccante senza tempo, di classe infinita, e che si ripete, in maniera straordinaria, anche nella stagione 2010/2012 quando vince per la seconda volta consecutiva – un privilegio concesso a pochissimi in Serie A – la classifica cannonieri andando a bersaglio in 28 occasioni su un totale di 36 gettoni di presenza. Il capitano bianconero non si ferma mai e parte a spron battuto anche nel 2011/2012. Va a bersaglio nel match di ritorno dei playoff di Champions League contro l’Arsenal, sigla la rete dell’1-1 contro il Rennes in Europa League in campionato raggiunge la straordinaria quota di 8 gol nelle prime dieci giornate di campionato portando il suo parziale, al 6 novembre 2011, alla fantascientifica quota di 138 reti in Serie A.

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